(A cura di) Antonio Costa, Ingmar Bergman, Marsilio, 2009, pp. 190, € 12,50.

Interessante saggio nel quale alcuni critici nostrani analizzano in modo approfondito i film più significativi (o almeno quelli che ritengono tali) del più grande regista cinematografico svedese. La critica di
Antonio Costa (autore dell’introduzione) e soci si appunta su
Monica e il desiderio(
Luciano De Giusti),
Il settimo sigillo (
Fabrizio Borin, apprezzato autore di un volume su
Tarkovskij),
Il posto delle fragole (
Lucilla Albano),
Persona (lo stesso
Costa),
Sussurri e grida (
Roberto Zemignan) e
Fanny e Alexander (
Chiara Tartarini). Prima di una breve biografia del regista e di un’accurata filmografia, chiude l’interessante volumetto un capitolo su una fase meno conosciuta dell’attività di
Bergman, quella in cui, nei primi anni Cinquanta, furono da lui realizzati nove spot per il sapone Bris. Anche in questi short pubblicitari, l’autore del pezzo (
Francesco Bono) individua alcuni elementi ricorrenti nei film del Maestro.
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